Michela Mian, presidente della associazione bolognese dei genitori dei bambini nati pretermine, racconta l’impegno quotidiano di una Onlus che ogni giorno regala amore e tempo ai più piccoli

E’ un caldo abbraccio, fondamentale nei primi giorni di vita. E’ la certezza di essere amati, anche quando si è stati abbandonati alla nascita. E’ l’amore – sì, l’amore – che l’associazione bolognese “Il cucciolo” dona ai bambini nati pretermine.

Il passo dal sogno all’incubo può essere breve. Non tutte le gravidanze si completano in nove mesi. A volte accade l’imprevisto. A volte la gioia lascia spazio alla paura, a mille interrogativi, alla necessità di rivedere i piani previsti.

In questo contesto opera la onlus bolognese “Il Cucciolo”, l’associazione dei genitori dei bambini nati pretermine che, da tre anni, è presieduta da Michela Mian. Che racconta: “La Onlus è nata più di vent’anni fa dalla necessità di sostegno dei genitori di bambini nati pretermine. In tanti anni non ha aiutato soltanto molte famiglie, ma anche i reparti di Neonatologia e di Terapia Intensiva del Policlinico Sant’Orsola, contribuendo ad acquistare macchinari all’avanguardia e sovvenzionando corsi e contratti per medici e psicologi che poi hanno accompagnato i genitori e i bambini nel loro percorso”.

Una vera e propria missione. Che si compie anche attraverso progetti fondamentali.

“Penso ad “Allattami” – spiega la Mian – che, attraverso una vera e propria banca del latte umano, si preoccupa di soddisfare l’esigenza dei bambini nati pretermine di essere nutriti nel migliore dei modi. Il progetto si propone di raccogliere il latte dalle mamme che ne hanno troppo, raccogliendolo di casa in casa, pastorizzandolo e somministrandolo poi ai bambini accuditi in reparto. Il latte umano è fondamentale, soprattutto per un bimbo prematuro, perché gli dà molto sostegno nel percorso iniziale di crescita. Per questo “Il Cucciolo” provvede a pagare il noleggio dei tiralatte e a coprire le spese dei medici che dovranno effettuare e valutare gli esami del sangue delle mamme donatrici, ma non solo. E’ capitato il caso di una famiglia che aveva un bambino allergico, che non poteva bere latte umano. Gli serviva un tipo di latte particolare e costoso. La famiglia, che non poteva permetterselo, è stata aiutata concretamente da noi, che per mesi abbiamo pagato le forniture”. I servizi de “Il Cucciolo” sono molteplici, arrivando anche al trasporto delle mamme, che devono spostarsi per far seguire i loro bambini malati, e al servizio di “maternage”.

“Abbiamo un gruppo di mamme volontarie che si impegnano nel progetto “Coccolandia”. Io stessa ne faccio parte. Andiamo nei reparti di Terapia Intensiva e di Neonatologia e… coccoliamo i bambini abbandonati. Le termoculle e le cure dell’ospedale sono importanti, ma loro hanno bisogno anche di calore umano, di essere accarezzati, coccolati, nutriti, di giocare”.

Michela Mian oggi sa regalare amore insieme al suo tempo. Anche per avere affrontato in prima persona le difficoltà legate alla nascita di un bambino pretermine.

“Ho 44 anni e sono mamma di due bambini prematuri. Il primo nacque al sesto mese ed era 700 grammi, mentre la seconda, settimina, pesava 1,7 chilogrammi. Entrambe le volte ho provato che cosa significasse passare dalla Terapia Intensiva alla Neonatologia e ho imparato a conoscere quali fossero le necessità di una mamma in quei momenti. Questo mi ha permesso, e mi permette oggi, di entrare in empatia con le mamme che stanno affrontando la stessa situazione e che hanno bisogno di aprirsi anche con qualcuno che le comprenda al di là dell’aspetto medico. Il primo bisogno è quello di umanità”.

Con questa consapevolezza “Il Cucciolo” si impegna quotidianamente nella propria missione, sostenuto dalle donazioni di privati, famiglie e aziende, e attraverso eventi di autofinanziamento, dalle cene agli spettacoli come quello che il 16 novembre alle 21 andrà in scena al Teatro degli Alemanni a Bologna. “Il titolo della commedia è “Miracolo al Pratello” e sarà recitata sia in italiano, sia in dialetto bolognese”. Un momento speciale, come il Carnevale con i bimbi pretermine che sono cresciuti. “E’ un appuntamento molto sentito, una grande festa in cui, ogni anno, organizziamo una bellissima lotteria con tanti giocattoli regalati per i “nostri” bambini”.

Le iniziative sono tante, il progetto più ambizioso, al momento, è uno. “L’ospedale vorrebbe unificare il reparto di Neonatologia, oggi al padiglione 13, e quello di Terapia Intensiva, attualmente al padiglione 4, in un unico edificio. Noi siamo pronti a dare il nostro supporto anche a livello economico”.

Damiano Montanari

Ufficio Stampa e Comunicazione Couponlus