L’associazione Insieme per Cristina si impegna quotidianamente nella battaglia per garantire diritti e la migliore esistenza possibile ai soggetti in stato vegetativo e di minima coscienza

Da cinque anni la porta è meno chiusa: filtra un raggio di luce, una speranza, in quelle stanze dove germoglia l’amore nella sua accezione più pura e profonda. Dal 31 maggio 2012 l’associazione Insieme per Cristina lotta ogni giorno per garantire diritti e la migliore esistenza possibile ai soggetti in stato vegetativo e di minima coscienza. Persone a volte “dimenticate” da molti, ma non dagli aderenti alla Onlus che ha sede presso il Villaggio della Speranza a Villa Pallavicini a Bologna e che è intitolata a Cristina Magrini, detentrice del triste record europeo di permanenza in stato vegetativo: quasi 36 anni. Da 22 il padre Romano è solo e ogni notte si sveglia due volte per girare nel letto la figlia onde evitarle l’insorgere di piaghe da decubito. Perché è la “sua bambina”.

Perché è per persone come Cristina, e anche come suo padre, che l’associazione presieduta da Gianluigi Poggi opera cercando anche di sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso un’azione divulgativa che si è sviluppata nel tempo attraverso la redazione e la diffusione di libri come “Se mi risvegliassi domani” di Alessandro Albertazzi, con presentazione dell’ex Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali Maurizio Sacconi, “Il sorriso di Moira” di Enrico Viganò, un’opera dedicata alla storia di Moira Quaresmini, donna cresciuta nei dintorni di Milano che da 19 anni vive in stato vegetativo, “Sperare sempre”, che racconta la vita di Barbara Ferrari da San Venanzio di Galliera con prefazione del Cardinale Carlo Caffarra, e “L’amore basta”, che accende i riflettori sulla missione di vita di tre donne prodigatesi nell’assistenza dei rispettivi mariti in stato vegetativo.

Informare per formare una nuova coscienza comune, che sappia decifrare il problema in modo intelligente, nel senso etimologico del termine, potendo “intus legere”, leggere dentro, tra le pieghe del dolore, per elevare le persone sofferenti ad una migliore condizione: per questo l’associazione “Insieme per Cristina” lavora ad un progetto particolarmente importante. “Vogliamo realizzare una piccola comunità – annuncia infatti il presidente Poggi -, al massimo di quattro o cinque famiglie con un componente in stato vegetativo, per garantire loro l’adeguata assistenza, umana prima che sanitaria”.

Percependo la valenza etica della missione della Onlus, già alcune fondazioni hanno erogato contributi che, quando non bastano, vengono integrati dal sostegno, economico e concreto, dei componenti dell’associazione “Insieme per Cristina”, nata per contribuire a costruire un mondo migliore. “Ci ha subito spinto il desiderio di aiutare persone che per molta gente erano “scarti umani”. E’ fondamentale che, anche a livello giuridico, possano ottenere maggiore tutela. Per questo abbiamo dato consigli all’XI Commissione del Senato sul tema del “caregiver”. Per questo abbiamo fondato questa associazione che vuole difendere i diritti e assicurare la soddisfazione dei bisogni delle persone che sono troppo spesso ignorate”.

Damiano Montanari

Ufficio Stampa Couponlus