World Cancer Day: la migliore cura è la prevenzione

03/02/2018

L'appello del professor Francesco Rivelli, presidente della LILT: “Se eliminassimo il fumo e imparassimo a mangiare, potremmo ridurre del 60-65% l'insorgenza di tutti i tumori”.
 
Curarsi è possibile. Sconfiggere il Grande Male del nostro tempo, anche. Soprattutto se, alla luce dei progressi della scienza, si osservano stili di vita e comportamenti corretti. L'appello, in occasione del World Cancer Day, la Giornata Mondiale contro il Cancro, arriva dal professor Francesco Rivelli, eccellenza medica e presidente della LILT, la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. 
“Purtroppo, qui in Italia, l'appuntamento del 4 febbraio non gode ancora della giusta risonanza. E' un peccato perché oggi il cancro si batte facendo soprattutto prevenzione, ragionando sugli stili di vita e sui comportamenti da osservare per tutelare la nostra salute. Per questo, come LILT, abbiamo deciso di aderire al World Cancer Day”. 
In questi anni la ricerca ha compiuto progressi importanti. “Se da un lato si è registrato un aumento dell'incidenza della malatia, legata soprattutto alla maggiore indagine sui tumori per i quali si effettuano screening (mammella e colon), dall'altro lato si è avuta una riduzione della mortalità per molti di essi. Prendiamo ad esempio il carcinoma al seno: vent'anni fa la percentuale di guarigione o di sopravvivenza era circa del 60%, mentre oggi è dell'80%. Il merito è della diagnosi precoce e delle terapie personalizzate”. 
STILE DI VITA. Il fumo continua ad essere un fattore importante nell'insorgenza del tumore al polmone. “Il calo dei fumatori di sesso maschile ha avuto, come conseguenza, una riduzione dei tumori al polmone in questa fascia della popolazione. Allo stesso modo, in seguito all'avvicinamento ulteriore delle donne al tabagismo, quello al polmone è diventato, sia per incidenza, sia per mortalità, il secondo o il terzo tipo di tumore che colpisce le persone di sesso femminile”. 
Un altro problema da combattere è la diffusione dell'alcool, soprattutto nei giovanissimi. “Oggi assistiamo ad un aumento dei ragazzi che bevono non per assaggiare, ma per “sballare”. Parliamo di soggetti che hanno appena dodici o tredici anni. Fino a vent'anni il nostro corpo non produce neanche gli enzimi necessari a smaltire l'alcool, per cui, assumerlo in un certo modo prima di quell'età, comporta effetti dannosi al cervello e al fegato”. 
Bisognerebbe mangiare bene. Anzi, mangiare meglio. “Oggi, con la crisi economica, si cercano i “cibi spazzatura” perchè costano meno, ma dovremmo pensare agli effetti che, nel medio lungo periodo, hanno sul nostro corpo”. 
La ricetta è semplice e molto allettante. “Se eliminassimo il fumo, imparassimo a mangiare e svolgessimo regolarmente attività fisica, potremmo ridurre del 60-65% l'insorgenza di tutti i tumori.
Già in poco tempo i risultati sarebbero eclatanti”. 
A 360°. “Questo modus vivendi, oltre ad avere una funzione preventiva dei tumori, porta anche notevoli benefici al sistema cardiovascolare e alla lotta al diabete”. 
Nonostante tutto esistono ancora tumori complicati, sia da diagnosticare, sia da curare. “Sì, ad esempio quello al pancreas, perché è localizzato in un'area difficile da raggiungere e quindi sono più frequenti le diagnosi dei tumori in fase avanzata".
TUMORE DELLA PELLE. Un altro problema è quello legato al tumore della pelle. “Il carcinoma spinocellulare o quello basocellulare – soprattutto quest'ultimo – hanno prognosi relativamente buone, perchè non comportano quasi mai metastasi e hanno un'evoluzione molto lenta.
Il discorso del melanoma è più complicato. Può originarsi dalla variazione anche in tempi brevi di un nevo, per cui bisogna prestare grande attenzione. 
Per prevenirlo, oltre che valutare la propria storia personale, è importante non esporsi a scottature, in maniera anche pesante, in età molto giovane ed evitare l'intermittenza delle esposizioni (ad esempio mantenersi all'ombra dal lunedì al venerdì ed esporsi in modo massiccio al sole nel weekend). 
La maggior parte dei melanomi è la trasformazione di un nevo preeesistente. 
La cosa importante da imparare è il “metodo ABCDE”. E' necessario osservare se un neo, che era rotondo e regolare, inizia ad avere Asimmetria, Bordi irregolari, un cambiamento del Colore (melanos, in greco, significa nero, quindi suscita allarme un mutamento cromatico verso il nero), una maggiore Dimensione (sopra i 5 mm aumenta il rischio) e una determinata Evoluzione: se oggi ho un neo di 3 mm e tra quattro mesi diventa di 5 mm è necessario che mi faccia visitare.
Al momento esistono terapie che migliorano anche il melanoma metastatico, ma, se riusciamo a individuarlo in tempo con una diagnosi precoce, il risultato è sicuramente molto buono”. 
MATTONE. La LILT, da quasi cento anni, è in prima fila nella prevenzione e nella lotta contro i tumori. La sua attività è preziosa e va sostenuta. A cominciare dalla nuova campagna che l'associazione sta promuovendo. “E' “Un mattone per la LILT”, spiega il professor Rivelli. “Vogliamo ampliare gli ambulatori interni, a fronte di un aumento delle richieste della popolazione. Questo comporta dei costi. E' importante che ognuno possa portare, secondo le sue possibilità, un contributo. Nel caso di un'azienda, la donazione potrà anche essere scaricata fiscalmente. Più saremo a sostenere questa iniziativa e maggiori saranno i risultati che saremo in grado di assicurare nella prevenzione e nella lotta contro il cancro”. 
"Da sinistra, Nicola Turrini (ideatore di Couponlus), Giovanni Cacioppo (comico) e il professor Francesco Rivelli (presidente LILT) in occasione dello spettacolo al Teatro Il Celebrazioni organizzato da Couponlus a favore della LILT".

 

Damiano Montanari 
Ufficio Stampa e Comunicazione Couponlus