TangoT21, la Sindome di Down si affronta ballando

04/04/2018

TangoT21, la Sindome di Down si affronta ballando
E' appena partito a Bologna il corso che si pone come obiettivo la promozione dell'integrazione e dell'inclusione sociale attraverso la condivisione della passione per il tango. Lezioni gratuite per i ragazzi trisomici

T come Tango, T come Trisomia 21: la chiave del gioco è tutta qui. E' con questi presupposti che, qualche settimana fa, è spuntata a Bologna la “costola” felsinea del progetto nato a Firenze su iniziativa del maestro di tango, Giovanni Eredia, “folgorato”, in un freddo pomeriggio del 2014, da una ragazza con Sindrome di Down che ballava in milonga.
Un'autentica visione per Giovanni che, con l'aiuto di Eleonora Paparo, psicologa e ballerina di tango, ha portato alla luce il progetto Tango Trisomia 21, appunto Tango T21, appoggiandosi alla scuola Pablo Tango di Firenze.
Da qualche settimana anche sotto le Due Torri, o più precisamente in una sala a Sant'Egidio, in via San Donato, la maestra di tango Cesira Miceli, che in passato aveva collaborato con Eredia nel portare in pista ragazzi con Sindrome di Down, ha trasferito l'esperienza del maestro fiorentino a Bologna. Anche grazie all'impulso di Silvia Carboni, anch'essa ballerina oltre che infermiera, e grazie alla collaborazione dell'altra insegnante Anna Miceli e degli allievi più esperti della scuola Sguardi Oltre il Tango, presieduta da Emanuela Noviello, ogni mercoledì sera un piccolo gruppo di ragazzi disabili può sperimentare la bellezza ed il calore del Tango in un ambiente accomunato soltanto dalla passione per questo tipo di ballo.
“Il tango supera tutte le differenze”. E' questo il ritornello che rimbalza nella Milonga bolognese, dove le lezioni di tango sono tutte gratuite per i ragazzi con Sindrome di Down.
Una situazione meritoria che, tuttavia, ha indotto la Miceli a chiedere aiuto all'Asl, sottolineando come, al momento, la scuola si stia sostenendo completamente a spese proprie.
A confermare la preziosità del progetto è l'elemento di maggiore novità che lo caratterizza: la possibilità per i ragazzi con Sindrome di Down di uscire dalla dinamica “associazione – famiglia”, fondamentale per la loro crescita, per la loro sicurezza e per la loro indipendenza, muovendosi in un'ottica di integrazione e inclusione sociale attraverso la condivisione della passione per il tango.
L'attività non è considerata, dai promotori, terapeutica, ma uno strumento utile ad agevolare la relazione tra le persone, ad acquisire migliore motricità e ad accrescere la consapevolezza del proprio respiro e del linguaggio del proprio corpo. In realtà gli effetti sui ragazzi sono favolosi. Perché a loro si apre un mondo nuovo. Aperto a Tutti. A ritmo di Tango.

Damiano Montanari
Ufficio Stampa e Comunicazione Couponlus