L'OASI nel deserto

28/02/2018

Inaugurato questa mattina il progetto di cohousing per persone con disabilità nato dalla collaborazione tra Azienda USL, Distretto di Bologna, ASP Città di Bologna e Comune di Bologna

 

Un fiore tra le dune. Una sorgente a cui attingere nuova speranza. Una visione che non è un miraggio. L'OASI – nomen omen – è il nome del progetto di cohousing nato dalla collaborazione tra azienda USL, Distretto di Bologna, ASP Città di Bologna e Comune di Bologna e inaugurato questa mattina. L'OASI sorge in via Barozzi 7, un piccolo cammeo incastonato tra la Stazione di Bologna e il Parco della Montagnola, un intero stabile costituito da sette appartamenti e da ampi spazi comuni che potranno essere gestiti in modo condiviso dagli abitanti.

E' lì che Giuliano Barigazzi, Assessore alla Sanità e al Welfare del Comune di Bologna, Rosa Amorevole, Presidente del Quartiere Santo Stefano, Chiara Gibertoni, Direttore Generale AUSL, Gianluca Pizzi, Presidente di AIAS, e Gianluca Borghi, Amministratore Unico ASP Città di Bologna, si sono dati appuntamento davanti ad una platea interessata e calorosa in occasione del taglio del nastro di una realtà innovativa e meritoria.

Il progetto si muove infatti lungo un percorso prezioso per la società: la promozione e lo sviluppo di una vita indipendente per persone con disabilità. L'occasione è unica, le proposte diversificate e tagliate su misura per ogni soggetto coinvolto. L'obiettivo è semplice: valorizzare l'autonomia delle persone con disabilità garantendo pari opportunità, dignità e riservatezza.

Un traguardo ambizioso, da raggiungere nella costante ricerca di equilibrio tra l'autonomia di una casa privata e la società degli spazi comuni.

Qui entra in gioco AIAS, soggetto gestore selezionato dall'Azienda USL per la comprovata esperienza nel settore. Il compito principale sarà quello di mettere insieme le risorse e i bisogni dei diversi soggetti che hanno scelto questo percorso, prospettando e mettendo in pratica soluzioni personalizzate e promuovendo percorsi virtuosi per i destinatari del progetto.

La convivenza stabile nel tempo tra loro non è un'utopia. Come non lo sono l'ottimizzazione delle risorse assistenziali, ambientali ed energetiche. Per i destinatari del progetto – persone adulte, spesso senza alcun altro sostegno familiare, seguite dai servizi socio-sanitari – l'occasione è unica. Un'OASI nel deserto. A cui ristorarsi per guardare il futuro con rinnovato ottimismo.

 

Damiano Montanari

Ufficio Stampa e Comunicazione Couponlus