La classe che diventa famiglia per combattere l'epilessia

16/04/2018

La classe che diventa famiglia per combattere l'epilessia

Su invito della maestra Elena Cecchini, i bambini di una terza elementare della scuola “Annyka Brandi” di Riccione hanno imparato a prendersi cura del loro compagno malato durante le crisi

Questa è una storia di accoglienza e di integrazione. Non inizia con “C'era una volta”, ma con “C'è oggi”. E per fortuna che c'è. In Romagna, a Riccione, una classe terza della scuola elementare “Annyka Brandi” ha dimostrato che, a volte, la realtà può assumere i tratti di una favola.
Non sono servite bacchette magiche o formule misteriose: in questo caso è bastato lo spirito di iniziativa della maestra Elena Cecchini che, alla fine dei conti, ha fatto una cosa molto semplice: ha pensato con il cuore.
Tra i piccoli allievi di Elena c'è anche Noah. Ha nove anni, è biondo, è estroverso. Ed è malato di epilessia. Lo scorso novembre è stato vittima di un attacco mentre era in classe. Lo hanno assalito le convulsioni, ha perso conoscenza ed è stato ricoverato d'urgenza in ospedale dove sono state riscontrate “anomalie epilettiformi interessanti”.
Non era la prima volta, non sarà l'ultima. E' un refrain che la madre Barbara ha sentito molte volte.
Come già accaduto in passato, Noah è poi tornato a casa e, il giorno dopo, a scuola. Dove ad attenderlo, però, c'era una sorpresa.
Un cartello, scritto a pennarello, dai suoi compagni. Un titolo - “Incarichi di emergenza” -, quattro colori - rosso, verde, arancio e blu -, quattro punti cardinali per indicare cosa fare e come aiutare Noah, nel momento in cui dovesse nuovamente avere una crisi in classe. Pronta a diventare una vera famiglia. Ogni bambino ha il suo compiuto. E ciascuno ha il suo sostituto, perché l'organizzazione non può permettersi defezioni. Lia (o altrimenti Vittoria, o Luca) sa che dovrà correre a prendere il farmaco nel secondo cassetto. Tommaso è veloce e sarà lui a chiamare i bidelli. Se non sarà presente, toccherà ad Alberto. Leo e Giordano sanno che dovranno avvertire un insegnante nelle classi adiacenti. Giulia, o in sua sostituzione Leo F. , dovrà portare il cuscino, mentre Gaia o Jozef prenderanno il cellulare che è sulla cattedra o nella borsa della maestra. A sua volta assistita da Diana. L'importante è bloccare in fretta la crisi di Noah.
Sua madre Barbara è rimasta talmente commossa dall'iniziativa che ha voluto darne notizia in un post su Facebook che, in questi giorni, ha ottenuto quasi 30.000 like e 20.000 condivisioni.
“Io mi sono fortemente commossa – si legge -. La maestra ha compiuto un gesto di estrema importanza perché ha reso i bambini partecipi e preparati per una cosa importantissima: aiutare...
Questo foglio per me è la VITA... è AMORE per il prossimo... è ALTRUISMO”.
Per noi è una bella storia da raccontare, che ricorda molto quella narrata da Lorena Miano - “La maestra Laura e il Luna Park” - recentemente pubblicata con le illustrazioni di Enrico Gamberini e promossa dall'Associazione Epilessia Emilia Romagna.
I temi sono gli stessi: l'inclusione, l'accoglienza, l'amore. E' una favola da raccontare ai bambini, che hanno un dono speciale: sanno pensare con il cuore e credere che i limiti, le emarginazioni, le barriere si possono abbattere con un sorriso.
E' questo il bello della vita: non "c'era una volta", ma c'è oggi e va condivisa per renderla migliore domani. Ognuno ha il suo compito, le sue responsabilità. Che poi non sono difficili da comprendere: basta amare. Il resto verrà da sè.

Damiano Montanari
Ufficio Stampa e Comunicazione Couponlus