Grazie, prego, dono Lego

29/08/2017

Con un semplice post su Facebook, Francesca Testoni, responsabile di Ageop, ha scatenato una gara di solidarietà in tutto il mondo a favore dei bambini seguiti dalla Onlus bolognese 
 
“Cari Amici, abbiamo un'emergenza Lego, li abbiamo praticamente finiti perché sono molto richiesti”. Inizia così la più bella favola dell'estate, con un post su Facebook scritto lo scorso 13 agosto da Francesca Testoni, responsabile di Ageop. “Per i bimbi ricoverati in oncologia pediatrica – si legge - non c'è differenza tra estate e inverno; per loro, chiusi in ospedale, costruire una macchina, un robot o un'astronave è sempre un gioco meraviglioso per passare il tempo e far volare la mente. Sappiamo che i lego di qualsiasi tipo e per qualsiasi età sono costosi, però per motivi igienico sanitari possiamo accettare solo giochi nuovi. Chi ci vuole aiutare? Grazie da Ageop Ricerca Onlus, via Massarenti 11, pad 13, quarto piano, pediatria S.Orsola”. L'appello è semplice, diretto. Una carezza al volto. O un pugno nello stomaco. Fate voi. Il risultato è lo stesso: non lascia indifferenti. Migliaia di persone si sentono raggiunte personalmente dalla richiesta. Ci puoi aiutare? Sì. Grazie. Prego. Dono Lego. Scatole. E ancora altre scatole. Piene di mattoncini “magici”.Perché incastrandoli l'uno con l'altro puoi costruire sogni. E volare nello spazio, o correre su una pista ad alta velocità, o vivere avventure uniche. Le quattro mura bianche dell'ospedale si abbassano davanti alla forza della fantasia. E a quella dell'amore. La miccia per fare esplodere la gara di solidarietà è stata accesa da Francesca Testoni, che ha trovato una soluzione vincente ad un problema radicato. “Tutti gli anni – racconta – dall'1 dicembre al 6 gennaio organizziamo una raccolta di giocattoli per i “nostri” bambini del reparto, del day hospital e delle case di accoglienza. I Lego, tra i più richiesti e gettonati, si esauriscono in poco tempo. All'inizio di agosto, dopo avere consegnato ad un bambino l'ultima scatola a disposizione, è scattata “l'emergenza Lego”. Ho pensato inizialmente di andare su Amazon a comprarne tre scatole. Poi mi sono detta che non sarebbe stato sufficiente. Così ho fatto quel post sulla nostra pagina Facebook, sperando che qualcuno a Bologna ci desse una mano”. Ma l'appello, in breve, è diventato virale sui social. “Abbiamo visto che la notizia veniva condivisa e ripostata continuamente e che la gente iniziava a scriverci chiedendoci come e dove portare i Lego che ci servivano”. Con un effetto domino la notizia si è sparsa in tutta Italia e addirittura al di fuori dei confini nazionali. “Ben presto diversi gruppi, come il CRAL dei dipendenti della Regione Emilia Romagna, hanno contribuito concretamente alla raccolta e alla diffusione del nostro appello. Poi è stata la volta di importanti agenzie di stampa dalla Rai a France Press, che ci ha chiesto un'intervista”. Da lì è stato un crescendo: Spagna, Svizzera, Ungheria, addirittura Cina e Filippine. E non solo. “Anche Amazon, a cui avevamo segnalato l'iniziativa, ci ha contattato per farci una donazione”. All'appello è mancata solo la... Lego. “Il servizio clienti Italia ha risposto dicendo che delle donazioni si occupa una loro fondazione, ma solo su richiesta del reparto dell'ospedale. Peccato che un ospedale non possa richiedere una donazione di Lego”. Un “incidente” che non intacca la portata straordinaria dell'iniziativa, nata grazie ad un post che in poco più di due settimane ha raggiunto 107.446 persone, è stato condiviso 1125 volte e ha permesso ad Ageop di raccogliere 1009 scatole. “Solo al momento – precisa la Testoni – perché ogni giorno continuiamo a ricevere donazioni”. Come in ogni favola che si rispetti, è l'amore, nelle sue diverse forme, a trionfare. “Tantissimi ex pazienti hanno donato Lego scrivendoci lettere di una bellezza incredibile in cui sottolineavano, per esperienza personale, quanto fosse importante quel gesto. Mentre dall'isola di Milos, in Grecia, una signora ha voluto dare il suo contributo per ricordare il suo “piccolo” che non ce l'aveva fatta. Questa solidarietà “mondiale” ha commosso noi e i genitori dei “nostri” bambini, perché non si sono più sentiti invisibili, perché hanno sentito la forza ed il calore di chi ha donato”. Il successo dell'iniziativa è stato sorprendente. Come si può spiegare? “In un'epoca in cui la gente è diffidente, la possibilità di donare materialmente ai bambini seguiti da Ageop ha toccato il loro desiderio di fare del bene. Molte famiglie si sono avvicinate alla nostra realtà, venendo personalmente in reparto e portando con loro i figli, a scopo educativo”. Per vivere tutti felici e contenti ed imparare il significato più profondo dell'esistenza, che a volte lascia nel cuore il sapore di una favola. E il lieto fine? E' il percorso. Perché la favola continua. 
 
Damiano Montanari 
Ufficio Stampa e Comunicazione Couponlus