Giovanni Cacioppo: “Vi racconto le stranezze dell'uomo di oggi. E quella volta con Aldo, Giovanni e Giacomo...”

25/10/2017

Giovanni Cacioppo: “Vi racconto le stranezze dell'uomo di oggi. E quella volta con Aldo, Giovanni e Giacomo...”

Il comico e attore siciliano sarà al Teatro Il Celebrazioni mercoledì 15 novembre alle 21 con lo spettacolo “Ho scagliato la prima pietra”. Ricavato a favore della LILT

 

Ci sarà da divertirsi. Mercoledì 15 novembre, alle ore 21, al Teatro “Il Celebrazioni” di Bologna, il celebre comico e attore Giovanni Cacioppo porterà in scena lo spettacolo “Ho scagliato la prima pietra”. Il ricavato della serata, inserita nel cartellone della rassegna teatrale benefica “Risate di Cuore con Couponlus”, sarà devoluto alla LILT, la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori.

 

Giovanni Cacioppo tornerà al Teatro Il Celebrazioni di Bologna in una serata scoppiettante e divertente.  Di cosa parlerà il nuovo spettacolo “Ho scagliato la prima pietra”?

“Non conterrà i pezzi migliori della mia carriera, che sono ormai datati. Parlerò degli usi e dei costumi del nostro tempo, di Facebook, dei viaggi, delle vacanze. Oggi siamo tutti molto condizionati dai media”.

Oggi la sua comicità su cosa si basa? Quali criteri la ispirano?

“Sono un osservatore del sociale, dei comportamenti, delle stranezze degli uomini. E ironizzo su quello”.

In questo momento sta girando un film in cui interpreterà la parte di un prete. Di cosa si tratta?

“Abbiamo finito le riprese la settimana scorsa. Il film è di Vincenzo Salemme, con Vincenzo Salemme, ed il titolo è “Una festa esagerata”. Uscirà nei cinema a marzo”.

La svolta della sua carriera come comico è arrivata proprio qui a Bologna. Che ricordi ha?

“Sì, partecipai al concorso per comici “La zanzara d'oro” nel 1994. Arrivai secondo e, da quel momento, trovai molto lavoro. L'anno dopo mi chiamò Rai 1 al “Bandiera Gialla”, un programma con Panariello e Carlo Conti, in cui fui confermato anche per l'anno successivo. Fu allora che decisi di trasferirmi a Bologna. Molte delle mie serate erano al Nord e fare il pendolare dalla Sicilia era diventato un problema. Così decisi di emigrare”. 

Come ha vissuto l'ambientamento a Bologna?

“Qui mi sono trovato bene. Avevo qualche amico. Poi, piano piano, uscendo e ubriacandomi ogni sera, ho costruito... una rete di amicizie. Ormai sono bolognese. Non senti l'accento?”.

Cosa le piace oggi di Bologna?

“La tranquillità. E' la dimensione giusta, perché non è Milano e non è Roma. Poi, per chi fa il mio lavoro, la cosa fondamentale e impagabile di Bologna è che con due ore di macchina copri mezza Italia. Con tutte le serate che faccio in giro alla sera riesco sempre a tornare a casa”.

Lei è nato a Gela il 2 aprile del 1965. La Sicilia le manca?

“Mi manca, ma ci vado spesso. Ieri (domenica scorsa) sono stato a Modica a fare uno spettacolo”. 

Accettando di dare il suo contributo alla rassegna “Risate di Cuore con Couponlus” ha dimostrato di credere nella solidarietà. 

“Per quanto mi è possibile, sono sempre disponibile a dare il mio contributo ad iniziative solidali”.

Prima di lei è venuto Leonardo Manera e dopo di lei saliranno sul palcoscenico del Teatro Il Celebrazioni altri comici come Pizzocchi, Giacobazzi e Migone, con cui ha condiviso l'esperienza a “Zelig”. Che ricordi ha di quei momenti?

“E' stato un bel periodo. Avevamo fatto una trasmissione che aveva spopolato. In quel momento ci sentivamo in Champions League. Zelig è stata una delle poche trasmissioni che ha battuto il Festival di Sanremo e i Mondiali di calcio. Le reti, quando ci sono eventi di quel calibro, non fanno controprogrammazione. Invece Zelig andava in onda ugualmente, perché faceva comunque più ascolti”.

C'è un aneddoto particolare di quel periodo?

“Mi ricordo questo camerino enorme, senza privacy, dove eravamo in quaranta a spogliarci. A volte anche donne. Erano poche, ma qualche volta c'erano”.

E Claudio Bisio? Com'è lavorare con lui?

“Molto simpatico. Abbiamo girato un film insieme l'anno scorso, “Non c'è più religione”, di Luca Miniero. Ci siamo sempre trovati bene. E' un amico”. 

Per il grande schermo lei ha lavorato anche con Aldo, Giovanni e Giacomo ne “La leggenda di Al, John e Jack” e in “Così è la vita”. Ci sarà stato da divertirsi...

“Loro sono molto simpatici e allegri, anche di più di come sono in televisione. Si scherza e si ride sempre. Mi ricordo che in “Così è la vita” abbiamo girato quella scena a Campo Imperatore, sul Gran Sasso. Era metà agosto e faceva un caldo bestiale. La scena del film dura tre o quattro minuti, ma a girarla ci abbiamo messo tre giorni. Il problema dei truccatori era non farmi abbronzare: non potevo iniziare la scena bianco e finirla nero. Così, quando hanno capito che ero ingestibile da questo punto di vista, mi affiancarono un accompagnatore con l'ombrello che mi seguiva anche quando andavo... al cesso”.

L'appuntamento è per mercoledì 15 novembre alle 21 al Teatro Il Celebrazioni. Ci aspettiamo tanto pubblico, non solo per lei, ma anche per la LILT.

“La gente deve venire intanto perché c'è lo spettacolo, che, credo proprio, sarà divertente, e poi per aiutare la LILT. Dare un contributo concreto a chi è in difficoltà non fa mai male”. 

 

Damiano Montanari

Ufficio Stampa Couponlus