E se fossi tu il prossimo eroe?

25/02/2018

Da nonna Irma a Fabio Caramel: storie di ordinaria magia. Perchè il mondo non è così male come dicono
 
Che cos'hanno in comune un'arzilla signora di 93 anni compiuti ed un giovane calciatore di 25? All'apparenza niente, se non fosse che entrambi hanno deciso, a modo loro, di essere eroi. Con piccoli atti di ordinaria magia: oggi servono quelli. Per abbattere il qualunquismo pessimista che ammorba la società. Per lanciare un segnale al mondo: se l'ho fatto io, lo potete fare anche voi. 
Nonna Irma e Fabio sono solo apparentemente agli antipodi. Le loro esperienze si sovrappongono: il filo rosso che le unisce è l'amore per il prossimo. Disinteressato, puro, generativo. 
Irma Dallarmellina è la classica “nonna sprint” di una volta. Da sessantasette anni è vedova. Ha vissuto la guerra. Ha cresciuto da sola i suoi tre figli. Nella notte dello scorso 20 febbraio, con una di loro, è partita per Nairobi, in Kenya. Le gambe malferme? Non sono state un problema. L'età? Figurarsi. Il bastone nella mano destra, il trolley rosso nella sinistra, ed è passata la paura. Per tre settimane Noventana Vicentina potrà fare tranquillamente a meno di lei. In questo periodo nonna Irma sarà – anzi è già – impegnata in una missione umanitaria fondata da un missionario vicentino. Lì sorge l'orfanatrofio che da sempre riceve le offerte della signora Dallarmellina, che, questa volta, ha voluto dare una mano in modo ancora più concreto. Ritornerà a casa a metà marzo. “Sempre che non decida di rimanere in Kenya”, commenta la nipote Elisa su Facebook. “Conoscendo il suo grande cuore e la sua energia, tutto è possibile”. 
Basta crederci. I miracoli esistono. Lo avrà pensato anche la signora malata di leucemia che, nelle scorse settimane, ha ricevuto il midollo osseo di Fabio Caramel, calciatore dello Spinea, campionato veneto di Promozione. I due non si conoscono nemmeno. La possibilità di compatibilità era quanto meno remota: una su centomila. Fabio, che nel rettangolo di gioco fa il difensore, è entrato in scivolata spazzando via ogni possibile problema: “Sono donatore da quando ho diciotto anni. Dal giorno in cui mi hanno telefonato comunicandomi la compatibilità, non ho mai avuto dubbi”.
Per sottoporsi alla donazione di midollo Fabio è stato fermo venti giorni, rinunciando, tra le altre cose, a disputare la partita contro la capolista Arcella. “Ho fatto i complimenti al ragazzo – ha commentato il presidente dello Spinea, Mario Scopece -. Il suo gesto è un messaggio per i più giovani”. Grazie a lui ora la beneficiaria del trapianto avrà l'85% delle possibilità di salvarsi. Mentre Fabio minimizza. “Mi sento anche un po' in colpa. Ci sono tantissime persone come me che decidono di fare i donatori, ma restano nell'anonimato. Il mio caso è stato pubblicizzato solo perchè sono un calciatore”. No Fabio, sei un eroe. Come nonna Irma, come coloro che seguiranno il vostro esempio e come i tanti che non fanno notizia, ma che ogni giorno continuano a gettare semi di speranza nella loro vita. E se fossi tu il prossimo eroe? Non servono grandi cose. Basta crederci. Chiudi gli occhi, fai un bel respiro, ascolta il tuo cuore. Perché è l'amore, è l'amore che ci salverà. 
 
Damiano Montanari 
Ufficio Stampa e Comunicazione Couponlus