Dieci sorrisi all'ora

25/08/2017

A parlare è Alessia Cuomo, responsabile del gruppo clown di FANEP che, per quattro giorni, ha vissuto un'esperienza indimenticabile a Tolentino

Un finto naso rosso e passa la paura. Quella vera, che non ha età e che, quando si mischia con la tristezza, forma un cocktail che “nuoce gravemente alla salute”, proprio come un pacchetto di sigarette. Un finto naso rosso – avete presente quello dei clown? - può tuttavia regalare emozioni assolutamente autentiche. A chi lo indossa, come un Patch Adams del terzo millennio, e a chi, vedendolo, sorride. La chiave è tutta qui, nelle parole di Alessia Cuomo, responsabile del gruppo clown di FANEP che ha un “onorario” del tutto particolare: “Nessuno di noi percepisce soldi. La nostra tariffa è dieci sorrisi all'ora. Vi assicuro, valgono molto di più degli euro”. Vi assicuro, è tutto vero. Si capisce dagli occhi, si avverte dalla voce di Alessia. Gonfia di emozione quando racconta l'esperienza indimenticabile vissuta per quattro giorni a Tolentino, che ancora porta le cicatrici del terremoto dello scorso anno. Quale migliore lenitivo di un sorriso? “Erano mesi che cercavamo di visitare quelle zone – racconta Alessia – per cercare di portare un po' di serenità. Grazie all'associazione Giovanni XXIII e al sostegno fondamentale di FANEP il nostro desiderio è stato esaudito da venerdì 11 a lunedì 14 agosto”. Quattro giorni da ricordare, in cui il gruppo di circa venti persone tra volontari e clown hanno incontrato chi, quotidianamente, lotta ancora con le conseguenze del sisma. “Abbiamo festeggiato e ballato in piazza con i ragazzi, poi ci siamo spostati nelle case di riposo e nei container dove ancora vivono delle persone”. La novità principale è stata “lavorare” per gli anziani. “Un'esperienza molto toccante. La maggior parte era ancora in gamba: purtroppo in molti sono costretti a vivere in casa di riposo pur essendo ancora autosufficienti, avendo perso la casa con il terremoto. Tutti hanno risposto positivamente alla novità, partecipando attivamente. In fondo alcuni anziani assomigliano un po' ai bambini: hanno voglia di giocare e di divertirsi”. E di essere amati. “Alcuni si appoggiavano con la testa a noi, altri hanno chiamato “papà” un clown, tutti sono stati felici: la “clownterapia” funziona anche con gli anziani e con i disabili adulti. Il sorriso è la medicina più economica e più efficace”. Figurarsi con i bambini. “Nei container ne abbiamo incontrati tanti. La storia di Modou ci ha commosso. Ha 7 anni e i suoi genitori, entrambi senegalesi, uscivano alla mattina presto per andare a lavorare come “vu cumprà”, lasciandolo da solo con gli altri bambini. Ci siamo affezionati. Modou ci aspettava per fare colazione e si divertiva molto a giocare con noi. Quando ci siamo salutati ci ha regalato una “poesia”, poche parole ma estremamente toccanti: “Lo so che voi andrete via, ma non ci dimenticate”. Altri ci hanno regalato le statuine che avrebbero dovuto vendere. Senza chiedere nulla in cambio”. Perché la tariffa è la stessa anche in trasferta: dieci sorrisi all'ora. Anche se, ad essere sinceri, a Tolentino c'è stato un piccolo “sovrapprezzo” di abbracci e di lacrime sincere, mentre, tra le righe, i più grandi infilavano un messaggio: “E' passato un anno, la gente forse si è dimenticata del terremoto, ma noi siamo ancora qui”. Provare per credere. Tornare per continuare a regalare un sogno. Ma soprattutto continuare a portare la “clownterapia” laddove tutto è cominciato. “Ogni giovedì dalle 18,30 alle 20 saliamo nei reparti di Neuropsichiatria Infantile, di Chirurgia Pediatrica Specialistica e di Chirurgia d'Urgenza all'Istituto Gozzadini. Ormai sono tanti anni che lo facciamo, ma non ci si abitua mai. I primi dieci minuti sono quelli più impattanti a livello emotivo. Poi ci guardiamo negli occhi e capiamo di essere una squadra. Da qui nasce la nostra forza, che poi cerchiamo di trasmettere ai bambini”. Senza distinzione di età, sesso, razza, religione. Così si realizza la democrazia delle emozioni. Che è pura, concreta, umana. E “costa” solo dieci sorrisi all'ora.

Damiano Montanari
Ufficio Stampa e Comunicazione Couponlus