Decathlon apre alle persone con sindrome di Down

07/03/2018

Siglato un protocollo d'intesa a livello nazionale tra il colosso francese e le associazioni Aipd e Agpd. Chi seguirà questa strada? Le reazioni di Opimm e Fondazione Dopo di Noi

 

La notizia è recente, la possibilità di svolta per la vita di molte persone altrimenti ai margini della società è concreta ed evidente. Decathlon apre apre i propri punti vendita a tirocini per le persone con sindrome di Down. Bologna, insieme a Roma e a Milano, erano state città pilota: in virtù del successo delle sperimentazioni effettuate nei punti vendita dei capoluoghi sopracitati, il colosso francese ha deciso di siglare un protocollo d'intesa a livello nazionale, impegnandosi formalmente, e ufficialmente, ad intraprendere un percorso finalizzato all'assunzione di una persona con sindrome di Down. Cofirmatari dell'accordo sono state l'Associazione Italiana Persone Down Onlus (Aipd) e l'Associazione Genitori e Persone con Sindrome di Down (Agpd Milano). 

Il progetto prevede esperienze di tirocinio, per le persone aderenti alla categoria in oggetto, della durata di almeno sei mesi per un impegno massimo di venticinque ore alla settimana. Il tutto, chiaramente, con regolare indennità e tutte le tutele del caso. Qualora la valutazione finale fosse positiva, l'azienda procederà all'assunzione a tempo indeterminato della persona con sindrome di Down. Per tutelare i soggetti coinvolti, le due associazioni coinvolte collaboreranno in modo attivo e concreto a tutte le fasi di realizzazione del progetto, dalla selezione dei candidati alla formazione del personale, fino alla definizione delle formalità burocratiche e ad un servizio di tutoraggio per i tirocinanti. Entusiaste le reazioni di due associazioni bolognesi che, nella loro attività, si occupano anche di seguire persone con sindrome di Down. “Sarebbe auspicabile che altre aziende prendessero l'esempio di Decathlon – dichiara infatti Cesira Berardi, Presidente della Fondazione Dopo di Noi Bologna -. Inserire persone con sindrome di Down all'interno di realtà aziendali, non solo è un gesto di solidarietà, ma anche simbolo di integrazione. Le persone con disabilità intellettiva possono infatti dare un contributo significativo in ambito lavorativo, ma crediamo anche all'intera comunità”. Sulla stessa lunghezza d'onda anche Maria Grazia Volta, Direttore Generale della Fondazione Opimm Onlus. “Questa notizia – afferma – lancia un segnale molto importante a tutte le aziende, dimostrando che l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità può rappresentare un grande valore per le imprese, non solo in termini sociali, ma anche produttivi, se realizzato con un percorso di accompagnamento adeguato”. Decathlon ha fatto la sua scelta. Chi sarà il prossimo?

 

Damiano Montanari 

Ufficio Stampa e Comunicazione Couponlus